James Cook

James Cook
Il famoso navigatore ed esploratore inglese James Cook nacque nel 1728 a Marton, nello Yorkshire. Figlio di un contadino, iniziò a lavorare in giovane età per un armatore e commerciante di Whitby. Dimostrò presto le sue capacità nella navigazione e, nel 1755, il suo datore di lavoro gli offrì il comando di una nave. Il giovane decise però di arruolarsi nella Royal Navy, la marina militare britannica.
Durante la guerra dei Sette Anni partecipò all’assedio di Louisbourg nel 1758 e alla conquista del Québec nel 1759. In quel periodo realizzò mappe del fiume San Lorenzo e delle coste di Terranova. Le sue accurate carte nautiche e le sue capacità cartografiche attirarono l’attenzione delle autorità britanniche. Nel 1766 inviò alla Royal Society un rapporto sulle osservazioni di un’eclissi solare effettuate a Terranova.
Nel 1768 Cook ricevette il comando della nave Endeavour e partì per la sua prima grande spedizione nel Pacifico. Nell’aprile del 1769 raggiunse Tahiti, dove osservò il transito di Venere davanti al Sole. Successivamente si diresse verso la Nuova Zelanda, circumnavigandola tra il 1769 e il 1770 e realizzando mappe dettagliate delle sue coste. Nel 1770 esplorò la costa orientale dell’Australia e ne rivendicò il territorio in nome della Gran Bretagna. Dopo aver attraversato lo stretto di Torres, raggiunse Batavia, l’odierna Giacarta, e nel luglio del 1771 tornò in Gran Bretagna.
La seconda spedizione di Cook si svolse tra il 1772 e il 1775. In questa occasione comandò la nave Resolution, accompagnata dalla Adventure. L’obiettivo era esplorare le regioni meridionali del Pacifico e verificare l’esistenza di un vasto continente nei pressi del Polo Sud. Nel gennaio del 1774 Cook raggiunse la latitudine di 71°10′ sud, spingendosi più a sud di quanto avesse fatto qualsiasi navigatore conosciuto fino ad allora. I fitti ghiacci gli impedirono di proseguire. La spedizione non confermò l’esistenza di un grande continente abitabile nelle regioni esplorate, ma non escluse quella dell’Antartide. Durante il viaggio Cook visitò anche l’isola di Pasqua, le isole Marchesi, la Nuova Caledonia e le isole Sandwich Australi, nell’Atlantico meridionale.
Al suo ritorno in Gran Bretagna, Cook ricevette nel 1776 la medaglia Copley per il suo contributo alla prevenzione dello scorbuto tra i marinai. Era già stato eletto membro della Royal Society nel 1770.
Nel 1776 Cook partì per la sua terza spedizione, al comando delle navi Resolution e Discovery. Lo scopo del viaggio era trovare il Passaggio a Nord-Ovest, una rotta che avrebbe dovuto collegare l’Atlantico al Pacifico. Nel gennaio del 1778 raggiunse l’arcipelago delle Hawaii, che chiamò isole Sandwich. Proseguì quindi lungo le coste dell’Alaska e attraversò lo stretto di Bering, arrivando fino a circa 70°44′ di latitudine nord. I ghiacci gli impedirono però di avanzare ulteriormente.
James Cook morì nel febbraio del 1779 durante uno scontro con gli abitanti locali nella baia di Kealakekua, sull’isola di Hawaii. Aveva 50 anni.
James Cook lasciò un’importante eredità cartografica e scientifica. Le sue spedizioni ampliarono notevolmente le conoscenze europee sul Pacifico, sull’Australia, sulla Nuova Zelanda e sulle isole dell’Oceania.
Il suo nome è ancora oggi ricordato in numerosi luoghi geografici. Il monte Cook, noto anche come Aoraki, è la vetta più alta della Nuova Zelanda e raggiunge attualmente i 3.724 metri. Lo stretto di Cook separa l’Isola del Nord dall’Isola del Sud della Nuova Zelanda, mentre le isole Cook sono uno Stato autonomo in libera associazione con la Nuova Zelanda.

